giovedì 28 dicembre 2017

TECNICHE PER L'UTILIZZO DEGLI OLII ESSENZIALI

Esistono vari modi di utilizzare gli olii essenziali in base ai risultati che si vogliono ottenere e delle esigenze personali.

BAGNO
E' sicuramente il metodo più utilizzato, più semplice e più rilassante di utilizzare le essenze. Basta riempire la vasca, versare 8/12 gocce di olio, mescolare con le mani ed immergersi. L'acqua deve avere una temperatura di circa 30 gradi altrimenti gli olii si volatilizzano velocemente e agiscono per breve tempo. Per aumentare l'efficacia del bagno si può massaggiare la pelle con un guanto di crine mentre si è immersi ma senza troppa energia per non irritarla.

PEDILUVIO
A volte un pediluvio può dare risultati di rilassamento al pari di un bagno. Riempire un catino con acqua tiepida con 10 gocce di olio essenziale e tenere i piedi immersi per almeno 15 minuti.

SPUGNATURA
In una bacinella versare dell'acqua (la temperatura varia a seconda dello scopo che si vuole ottenere) e 10 gocce di olio essenziale. Immergere una tovaglia in spugna di cotone, strizzare ed applicare sulla parte interessata per 15 minuti circa rinnovando il bagno e l'applicazione ogni 3/5 minuti.

IMPACCO
E' simile alla tecnica precedente ma si fa solo con acqua calda. Inoltre per mantenere più a lungo il calore si procede ad applicare della carta alluminio (quella da cucina!) sopra la spugna.

GARGARISMI
Si possono effettuare solo con alcuni olii indicati per uso interno. Versare 3 gocce in un bicchiere di acqua ed eseguire i gargarismi.

SEMICUPI
Versare 10 gocce di essenza in acqua tiepida, mescolare e sedersi in modo da immergere il bacino.

SUFFUMIGI
Sono indicati per i problemi all'apparato respiratorio. Versare 6/8 gocce di essenza in una bacinella con acqua bollente e mettere il viso sopra per respirarne i vapori. coprire la testa con un asciugamano per non disperdere le essenze fino a che l'acqua non si raffreddi.

INALAZIONI
E' una tecnica rapida da effettuare fuori casa o se si ha fretta. Si versano 2/3 gocce di essenza su un fazzoletto e si respira profondamente senza toccare la pelle.

FRIZIONI
Diluire 2/3 gocce di essenza in poco olio vegetale e massaggiare fino ad assorbimento.

MASSAGGI
Diluire l'essenza in olio vegetale e procedere al massaggio della zona interessata o dell'intero corpo. Le proporzioni sono:
8 gocce di essenza in 20ml di olio
10 gocce di essenza in 30ml di olio
20 gocce di essenza in 60ml di olio
40 gocce di essenza in 120ml di olio
Gli olii di base più usati sono:
avocado, nocciolo, mandorle, jojoba, girasole, germe di grano, noci, soia, vinacciolo, cocco, neem, sesamo, macadamia, argan, lino, cotone e rosa mosqueta.
L'essenza pura dura per 5 anni se invece viene diluita deve essere consumata entro 2 mesi.

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martedì 12 dicembre 2017

AROMATERAPIA ED OLII ESSENZIALI

L'aromaterapia è la cura del corpo attraverso gli olii essenziali distillati dai vegetali.
E' una scienza naturale riscoperta di recente ma che risale all'antichità, semplice, efficace e sicura.
Gli effetti collaterali sono ridotti o addirittura nulli e puo' essere impiegata per adulti, anziani e bambini seguendo determinati accorgimenti.
E' usata in estetica, per la salute, per la cucina e la casa...
Olio essenziale ed essenza sono la stessa cosa ovvero principi attivi estratti con metodi diversi da fiori, foglie e gemme di piante, frutta e ortaggi.
Gli olii essenziali, al contrario di quello che si immagina, non sono oleosi e grassi ma sono molto volatili e devono essere conservati in contenitori di vetro. 
Come si ottengono?
Si utilizza il metodo della distillazione in corrente di vapore d'acqua, pressando i vegetali in alambicchi ne sottoponendoli ad un intenso vapore per far esplodere le ghiandole dalle quali fuoriesce acqua ed essenza. Successivamente la refrigerazione riporta il vapore allo stato liquido lasciando inalterate le sostanze oleose che vengono raccolte ed imbottigliate.
Gli olii essenziali hanno proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antispastiche, balsamiche, diuretiche, sedative ecc...
Vedremo nei prossimi post come si usano!

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mercoledì 29 novembre 2017

SVEZZAMENTO 9: TERZA SETTIMANA - LA CREMA DI MAIS

La terza settimana cominciamo a fare un pranzo completo con alimenti solidi (o quasi..) facendo assaggiare al nostro piccolo la crema di mais.

Vi servirà:
  • preparato per crema di mais in polvere
  • latte
  • un pentolino
  • una frusta
  • un cucchiaino
  • un piatto
Lavate bene le mani e mettete circa 200ml di latte in un pentolino. Riscaldate il latte ad una temperatura non troppo alta...non deve bollire!!!
Versate il latte in un piatto e aggiungete la crema di mais a poco a poco mescolando con la frusta. Non ne aggiungete tanta altrimenti diventerà troppo densa. La consistenza deve essere quasi fluida altrimenti rischiate di mettere il bimbo in difficoltà al momento di inghiottire.
Non  aggiungete nulla...soprattutto non aggiungete né sale né zucchero!
Offrite la crema al piccolino a piccoli cucchiaini.
Continuate con la frutta alternando la mela e la pera...e così fino al termine della settimana.

Lo schema dei pasti della terza settimana di svezzamento è il seguente:
  ore 8:00 - Colazione: Latte
ore 12:00 - Pranzo: Crema di mais al latte 
                   Pera o Mela                            
ore 16:00 - Merenda: Latte
ore 20:00 - Cena: Latte
ore 00:00 - Ultima poppata: Latte

Gli orari sono puramente indicativi e da adattare ai ritmi del vostro bambino. 

ATTENZIONE!
Le informazioni contenute in questo post
NON sono consigli medici.
Rivolgersi al proprio pediatra.


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venerdì 10 novembre 2017

SBRICIOLATA CON LA NUTELLA

Che golosa questa ricetta!!!
Ingredienti:
  • 400g di farina 00
  • 150g di zucchero
  • 150g di burro
  • 2 uova
  • 150g di gocce di cioccolato
  • 400g di nutella

Procedimento:
  • Lavorate con il mixer la farina, lo zucchero, il burro e le uova.
  • Versate in una terrina ed aggiungere le gocce di cioccolato.
  • In una tortiera di 24cm di diametro versate la metà più un altro poco dell'impasto e compattarlo formando un bordo tutto intorno.
  • Versate la nutella e coprite con il resto dell'impasto sbriciolato.
  • Cuocere a 180°C per 30 minuti circa.
  • Servire fredda.

P.S. Se sono gradite, all'impasto si possono aggiungere nocciole tritate.

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lunedì 16 ottobre 2017

FRUTTA MARTORANA STORIA E RICETTA

Si avvicina il giorno della Commemorazione dei Defunti e i bambini siciliani aspettano con ansia il panierino con i dolcetti e l'immancabile frutta martorana.
Quella che vi propongo è una ricetta meno dolce di quella che trovate in commercio. Non uso aromi alle mandorle, non uso lucidante e...non uso formine!
Tutto quello che vedete nella foto è realizzato a mano libera.
Non vi scoraggiate però se non avete manualità...per realizzare la frutta martorana esistono le formine adatte allo scopo.
Oggi la frutta martorana prende le forme più insolite: pesci, oggetti, dolci, animaletti...ma continua a chiamarsi con il suo nome tradizionale di "Frutta"!
Ingredienti:
(il numero di pezzi che otterrete con questa dose dipende dalla grandezza della forma che userete)
  • 1Kg di farina di mandorle
  • 750g di zucchero a velo
  • 250ml di acqua
  • 1 pizzico di vanillina (o se preferite 1 fialetta di aroma arancia o limone)
  • 1 pizzico di cannella
  • Colori per alimenti (io ho usato quelli in polvere diluiti in alcool alimentare!) e foglioline di carta per la frutta

Procedimento:
  • Sciogliere lo zucchero con l'acqua a fiamma bassa mescolando continuamente.
  • Quando diventa trasparente aggiungere la cannella e la vanillina.
  • Unire la farina mescolando continuamente.
  • Quando il composto si stacca dalle pareti della pentola spegnere il fuoco.
  • Inumidire il piano di lavoro e versarvi il composto.
  • Lasciare raffreddare un po' e lavorare con le mani fino ad ottenere un impasto compatto e liscio.
  • Modellare la frutta o le forme secondo la vostra fantasia oppure...
  • Prendere le formine, foderarle con la pellicola e spolverarle con lo zucchero a velo.
  • Prendere una quantità sufficiente di impasto e metterla nello stampo, premere bene, attendere qualche minuto ed estrarre.
  • Posizionare su un vassoio.
  • Procedere fino ad esaurimento dell'impasto.
  • Fare asciugare per almeno una notte.
  • A questo punto la frutta è pronta per essere decorata secondo il vostro gusto e la vostra fantasia.
  • Se usate i colori alimentari in polvere dovete diluirli con alcool alimentare che una volta evaporato farà asciugare la frutta rapidamente.
  • Se volete potete passare anche un lucidante alimentare.
LA STORIA

Questo dolce deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da Giorgio d'Antiochia un ammiraglio greco-siriaco del re Normanno Ruggero II, nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, da cui prese il nome, e di quello di Santa Caterina nel centro storico di Palermo, dove le suore la preparavano e la vendevano fino alla metà del 1900. Secondo una nota tradizione, la frutta di Martorana è nata proprio perché le monache del monastero della Martorana dovevano ricevere la visita del papa e si ritrovarono ad avere tutti gli alberi del giardino spogli e senza frutti. Ne crearono di finti con farina di mandorle e zucchero, per abbellire il monastero.

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giovedì 12 ottobre 2017

sabato 9 settembre 2017

TEGLIE IN ALLUMINIO

Sono le teglie ideali per la cottura delle torte e dei pandispagna. L'unico accorgimento per ottenere ottimi risultati è imburrare correttamente ogni singolo centimetro quadrato della teglia e infarinarla con cura altrimenti non basteranno le vostre preghiere a far staccare il vostro dolce dallo stampo!!!
Le sconsiglio invece per tutte le altre cotture: pasticci di pasta, lasagne, sformati cotti in teglie di alluminio potrebbero farvi pentire per il resto della vostra vita...o per lo meno per quella mezz'ora e più che impiegherete per togliere le incrostazioni dalla teglia...  
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