giovedì 6 dicembre 2018

CALENDARIO DELL'AVVENTO CON MARIA: 6 DICEMBRE




6 – MARIA E’ MALATA

Maria sta quasi sempre bene. Non è suscettibile, né delicata. Oggi però non si sente bene. Le fanno male la testa e il collo; il naso le gocciola. Per questo è svogliata.
Mamma Anna dice: “E’ meglio che oggi resti a casa e beva molta tisana e latte caldo con il miele”. Maria è d’accordo, e rimane tutto il giorno a letto. La sera si sente già molto meglio.
E per un bambino malato che comincia a sentirsi meglio, è noioso rimanere a casa a letto. Maria non fa eccezione.
Dopo che ha detto più volte alla mamma: “Mi annoio tanto!”, Anna si siede vicino al suo letto e le racconta una storia: “C’era una volta una ragazzina, graziosa, servizievole e un po’ birichina, proprio come te. Si chiamava Ofelia. Giunse il tempo della raccolta delle olive. Tutti i giovani si riunirono per andare a raccogliere le olive. Anche Ofelia prese parte alla raccolta. Tutti mettevano le olive in grandi ceste. Chiacchieravano e si divertivano molto, tutti insieme. A mezzogiorno si sedevano sotto gli alberi e riposavano. Mangiavano focacce con il sesamo e zuppa di ceci, formaggio e frutta. Accanto a Ofelia si sedeva sempre un bel ragazzo alto. Ammirava Ofelia con i suoi vivaci occhi scuri.  Ofelia era consapevole degli sguardi del giovane e cominciò a parlare con lui. Così venne a sapere che il ragazzo si chiamava Ari e aveva partecipato diverse volte alla raccolta delle olive. La raccolta delle olive dura settimane. Così Ofelia e Ari si incontravano ogni giorno per la pausa del pranzo e si sedevano vicini. Andavano molto d’accordo. Ari ascoltava volentieri i racconti che Ofelia sapeva narrare in modo così appassionante e vivace. E Ofelia era sempre molto contenta quando Ari le rivolgeva parole gentili e ammirava le sue trecce nere. Spesso Ari le portava qualcosa, ad esempio un dolce o un fiore che aveva raccolto per lei. Ofelia stava molto bene vicino a lui, e Ari avrebbe voluto più di ogni altra cosa trascorrere con lei tutto il giorno. Entrambi pensavano: “Come sarebbe bello, se la raccolta delle olive non finisse mai”, tanto stavano bene insieme. L’ultimo giorno della raccolta delle olive Ofelia era molto triste, perché pensava che il tempo da trascorrere con Ari fosse ormai agli sgoccioli.

Ma Ari la abbracciò e le disse piano: ”Ti voglio tanto bene che non potrei più vivere senza di te!”. Ofelia ne fu molto felice e disse la stessa cosa ad Ari. E sono rimasti insieme per tutta la vita, come papà e io”.
Questa notte Maria sognerà un bel ragazzo con gli occhi scuri.

mercoledì 5 dicembre 2018

CALENDARIO DELL'AVVENTO CON MARIA: 5 DICEMBRE



5 – MARIA VORREBBE REGALARE I SUOI SANDALI

A Nazareth inizia un nuovo giorno. Maria è già in piedi. Corre a piedi nudi nel cortile e nel giardino. L’erba è ancora umida e fresca di rugiada. A Maria piace camminare a piedi nudi.
Oggi insieme ai suoi genitori va in sinagoga. Là vengono letti e spiegati i testi sacri, si prega e si canta. Per questo mamma Anna raccomanda a Maria: “Mettiti i sandali!”. Maria pensa: “Preferisco camminare a piedi nudi”. Non le piacciono i sandali; è noioso avvolgere e legare le strisce di cuoio. Anna insiste: “Mettiti i sandali, non puoi andare in sinagoga a piedi nudi. Sii felice di avere un bel paio di sandali. Molti bambini non ne hanno, e devono sempre camminare a piedi nudi”.
Maria ha una buona idea: “Allora posso regalare i miei sandali a una bambina che non ne ha”. Così, pensa, finalmente terminerà il “tormento” per i suoi piedi. Anna non è d’accordo con la proposta di Maria, e porta i sandali della figlia in cortile. Maria li calza con scarso entusiasmo. Poi si incamminano verso la sinagoga.
Strada facendo, Maria si sofferma a guardare i piedi di tutti. Tutti portano i sandali. Improvvisamente però vede una bambina che cammina a piedi nudi. Maria si toglie i sandali e corre verso la bambina.
Frattanto l’acciottolato è già diventato molto caldo, sotto i raggi del sole. Camminare a piedi nudi non è così piacevole. Ciononostante Maria sventola i suoi sandali sotto il naso della bambina, che ha un’aria confusa. “Ti piacerebbero i miei sandali?”, le chiede. La bambina guarda Maria, dà un’occhiata ai sandali e risponde: “Sono troppo grandi per me”. Maria guarda i piedi della bambina e constata che è vero. “Peccato”, pensa.
La bambina prosegue il suo cammino e Maria rimane ferma e indecisa.

Il richiamo di Anna la riporta alla realtà ed essa raggiunge in fretta i genitori; si scontra però con un asino. Guidato da un mercante. Il proprietario dell’asino esclama: “Piccola, correndo hai quasi mandato il mio asino a gambe all’aria!”, e ride di gusto. Maria, che a tutta prima pensa che il mercante la prenda in giro, gli si rivolge seccata: “Io non sono piccola! Sono Maria e sto andando alla sinagoga!”.
Il mercante tira fuori un campanellino che risuona allegramente e lo regala a Maria. “Sta tranquilla, Maria. E fa attenzione all’asino”, e comincia a ridere. Maria saluta allegramente il mercante e si rimette i sandali. Corre dai suoi genitori e le sue trecce svolazzano, mentre solleva la polvere lungo la strada e fa saltellare le pietruzze. “Per fortuna adesso ho i sandali”, pensa, “così riesco a correre meglio sulle pietre bollenti”.

martedì 4 dicembre 2018

CALENDARIO DELL'AVVENTO CON MARIA: 4 DICEMBRE




4 – MARIA DISEGNA

La lunga, calda estate volge al termine. A Nazareth e nel territorio circostante dopo mesi è caduta di nuovo la pioggia. E’ un avvenimento! Tutti sono sollevati e felici, poiché in molte annate capita che la pioggia stenti a cadere d’autunno e d’inverno.
Quando manca l’acqua, il frumento secca sui campi, e spesso questo significa fame. Ma quest’anno tutto è fresco, umido e pulito. E tutto ha un buon odore di terra.
Maria è seduta nel cortile. Il cortile non è asfaltato o piastrellato come i nostri. Si tratta semplicemente di terra battuta. D’estate il cortile è pieno di polvere, poiché il vento sparge per ogni dove la sabbia. Ma la pioggia ha reso la terra scura e morbida.
Maria cammina a piedi nudi e lascia chiare impronte. E’ molto piacevole camminare sulla terra umida. 
Il gattino nero le trotterella accanto, e anche lui lascia sulla terra le impronte delle zampe.
Maria prende un bastoncino e disegna un’immagine nella terra. Vorrebbe rappresentare la storia di Davide e Golia. Gioacchino gliene ha nuovamente parlato poco tempo fa. 
Così, ella disegna prima il piccolo Davide con la fionda. Davide, il giovane pastore, sapeva suonare molto bene l’arpa ed era molto intelligente. Poi disegna il grosso Golia, che si vantava sempre della sua forza, ma era un pò sciocco. Golia voleva uccidere Davide, ma prima che ci riuscisse, Davide lo aveva steso con la sua fionda.
In seguito Davide diventò re. Il re più famoso di tutta la storia di Israele! Per questo Maria disegna anche una corona sul suo capo. E un’arpa fra le sue mani, poiché compose numerosi canti (che si chiamano Salmi) e suonare l’arpa gli piaceva tanto.
Maria è soddisfatta del suo disegno, che occupa quasi tutto il cortile. Papà Gioacchino, che torna a casa proprio adesso, lo ammira e cerca di seguire saltellando un percorso che non rovini il disegno.
Solo il gatto non ci bada e va a passeggiare direttamente sul disegno di Maria. Adesso Davide e Golia hanno l’impronta di una zampa di gatto sugli abiti. E dato che sta così bene, il gatto gironzola ancora un po’ sulla corona di Davide. Maria non riesce a trattenersi dal ridere.
Tutto ad un tratto sente un profumino e si accorge di avere una fame da lupo. “Disegnare mette appetito! Arrivo subito!”, dice a Gioacchino che è già sparito in casa. SI sente un profumo di torta appena sfornata e altri buoni cibi.

lunedì 3 dicembre 2018

CALENDARIO DELL'AVVENTO CON MARIA: 3 DICEMBRE



3 – LE STELLE SULLA CASA DI MARIA

Maria è a letto e dovrebbe dormire da un pezzo. Ma oggi in particolare non ha ancora sonno. E’ già buio, ma fa ancora molto caldo. Maria cerca sempre un posticino fresco nel letto, il lenzuolo è tutto spiegazzato. Infine sente di aver sete, una gran sete. Si alza e va in cucina.
Non c’è nessuno. La porta d’ingresso è chiusa e i suoi genitori sono seduti sulla scala che si trova davanti alla casa. Maria si dirige verso di loro, che guardano tranquillamente il cielo.
Senza far rumore, anche Maria va a sedersi là, ed è felice di non essere rispedita subito a letto. Non ha mai visto tante stelle. Papà Gioacchino la abbraccia e le dice: “Guarda quante stelle, Maria! Dio le ha messe in cielo perché rischiarassero un poco la notte buia e perché noi uomini non avessimo paura di notte”.
Maria trova le stelle grandiose e dice: “Com’è bello il cielo! Ci sono le stelle tutte le notti?”. Gioacchino risponde: “Si, ogni notte. Anche la luna brilla in cielo tutte le notti. Solo una volta al mese non la vediamo. E d’inverno, quando il cielo è nuvoloso, spesso le stelle sono nascoste. Allora non si può vedere nulla, ma le stelle ci sono sempre. E’ così fin dall’inizio”.
Maria vuol sapere: “Cosa significa “fin dall’inizio?”. “Era così all’inizio del mondo, quando Dio ha creato la terra, il cielo e ogni altra cosa.  Ancor prima di dare la vita agli animali e agli esseri umani. Dio creò il sole, la luna e le stelle. E da allora le stelle brillano nella notte e indicano il cammino agli uomini”. “Vuol dire che le stelle erano già là quando viveva il re Davide e scrisse i suoi canti?”, chiede Maria, perché si tratta del tempo più remoto che si possa immaginare, ed è molto lontano! “Si, le stelle di allora sono le stesse di oggi”, conferma Gioacchino.
Maria si stringe affettuosamente ai genitori e pensa alla storia dell’astuto Davide e del borioso Golia. E a come in seguito Davide diventò re di Gerusalemme.
Così Maria e i suoi genitori rimasero ancora un bel po’ seduti davanti alla casa, finchè Maria cascò dal sonno. Per la grande stanchezza ha dimenticato perfino la sete.
Anna e Gioacchino portano infine la figlia a letto.

domenica 2 dicembre 2018

CALENDARIO DELL'AVVENTO CON MARIA: 2 DICEMBRE



2 – L’UVA E’ MATURA
E’ già passato un anno. Maria è cresciuta e non può nascondersi così facilmente dietro le viti. E’ estate e fa molto caldo. Spesso siede all’ombra, davanti alla casa, e fila la lana per l’inverno. Lo fanno tutte le ragazze di Nazareth.
Mamma Anna le si avvicina con un grosso grappolo d’uva maturo: “Guarda, Maria, i primi grappoli sono già maturi. I primi sembrano buoni in modo particolare, assaggialo e vedrai”.
Maria non se lo fa ripetere. L’uva è la sua frutta preferita e d’estate aspetta sempre con impazienza che i primi grappoli maturino.
Più tardi, quando l’uva sarà matura, avrà luogo la vendemmia. Anche questo momento è molto gradito a Maria. Tutti i grappoli vengono raccolti e messi in grandi tini di legno. Là saranno pestati con i piedi fino a farne uscire il succo.
Maria può prendere parte a questa attività, naturalmente solo con i piedi ben puliti…E’ sempre molto divertente sentir scorrere il succo tra le dita dei piedi.
I grappoli che ha portato Anna sembrano particolarmente invitanti.
Maria si meraviglia: “Guarda come brilla la luce attraverso gli acini”. Anna riprende: “Il sole caldo ha reso i grappoli maturi e dolci, e adesso la forza del sole è in questi acini. Gustali con gioia!”. “Si, ma anche tu devi mangiarne, così avranno un sapore ancora migliore!”, esclama Maria.
Anna si siede allora accanto alla figlia ed entrambe assaporano i primi grappoli.
Intorno alla casa trotterella un gattino nero. Corre dietro a un fuscello di paglia sospinto dal vento. Maria chiama il suo gattino: “Vieni, vuoi anche tu un po’ d’uva?”. Il gatto si avvicina a Maria e vuol vedere cosa gli offre la padroncina. Ma naturalmente ai gatti non piace l’uva. Il gattino si siede davanti a Maria e ad Anna e le guarda con aria interrogativa, come se volesse dire: “Non avreste qualcos’altro per me, per esempio un po’ di latte?”.
Un piccolo acino, ancora verde, cade dal grosso grappolo che Maria tiene in mano e rotola a terra. Subito il gatto l’afferra con le zampine anteriori, e ci gioca come se fosse una pallina. Maria non può fare a meno di ridere, vedendo che anche al gatto piace giocare a palla.
Maria e Anna hanno finito di magiare l’uva, che è molto rinfrescante quando fa caldo.

“Condividere dà gioia!”,

dice mamma Anna. “Sono d’accordo”, risponde Maria.  “Condividiamo sempre tutto, le cose buone e anche quelle cattive”. Anna abbraccia la figlia ed entrambe si sentono davvero contente.

sabato 1 dicembre 2018

CALENDARIO DELL'AVVENTO CON MARIA: 1 DICEMBRE





1 – MARIA, RAGAZZA DI NAZARETH


Sulle colline della Galilea, in Israele, si trova un grazioso villaggio.
Una rondine vola qua e là sulle case del villaggio e porta una buona notizia. Quando le chiedete: “Che villaggio è quello là sulle colline?”, essa risponde: “E’ Nazareth, non lo sai?”.
Nazareth. E’ un bel nome. Vuol dire “sorgente”. C’è sempre stata una sorgente a Nazareth. Per questo le persone vi sono andate e hanno costruito case. Sapevano che avrebbero potuto vivere solo dove c’è acqua.
L’acqua è molto preziosa in Israele. Il clima è caldo, e perciò la terra è secca. Vi sono vaste zone desertiche, senza acqua e senza piante.
Potete chiedere alla rondine: “Conosci anche le persone che abitano a Nazareth?”. E la rondine risponderà: “Naturalmente. Conosco bene soprattutto una famiglia. Infatti ho costruito il mio nido nella sua casa. Puoi riconoscere facilmente quella casa. Nel cortile c’è il melograno. Non sai com’è? E’ un albero che dà le melagrane, frutti rosa-rossi con una coroncina in cima. Nella casa dietro a questo albero abita la piccola Maria”.
Maria ha circa quattro anni. Ha lunghe trecce nere e occhi scuri.  Gioca a nascondino con sua mamma Anna. Intorno alla sua casa crescono molte viti da cui pendono grappoli d’uva. Un bel posto, per giocare a nascondino. E’ bello, quando mamma Anna ha tempo per giocare.
Spesso mamma e figlia si siedono sui gradini della scala. E mamma Anna racconta una storia. Maria impara anche un poco a leggere e a scrivere sotto la guida della mamma.
Maria non va all’asilo, né a scuola, perché a quei tempi non ce n’erano. Impara dai genitori tutto ciò che occorre per la vita. E si tratta di molte cose, dal momento che non c’è la possibilità di andare al supermercato e di comperare già pronto tutto ciò di cui si ha bisogno.
A Nazareth, in realtà, un mercato esiste, ma vi si trovano solo i prodotti che non si possono realizzare per conto proprio o che non si ha tempo di fabbricare. Per questo gli abitanti di Nazareth  fanno tutto da soli.
Da mamma Anna, Maria impara a cuocere il pane, a spennare i polli, a cucinare, a tessere, a cucire, a lavare e a non sprecare nulla. Dal papà, che si chiama Gioacchino, impara come si provvede alla casa, ad aver cura degli animali, a badare alle pecore e a trattare con i venditori. Queste sono le cose che Maria dovrà sapere quando sarà grande.
Il lavoro che una famiglia non può svolgere da sola viene compiuto insieme dagli abitanti di Nazareth: la mietitura, la raccolta delle olive e la vendemmia.
Maria non si annoia mai. Ha però sempre tempo per giocare con i suoi genitori o con i numerosi animali che vivono nel cortile.
Proprio adesso papà Gioacchino torna a casa portando una brocca d’olio. Maria corre a precipizio incontro al papà, che rischia di rovesciare l’olio. “Oplà, oplà, piccola signorina. Mi fai cadere”, ride Gioacchino.

Maria vuole molto bene ai suoi genitori,

e i suoi genitori amano la loro allegra Maria.