Visualizzazione post con etichetta MUSICA POPOLARE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MUSICA POPOLARE. Mostra tutti i post

giovedì 30 luglio 2015

E VUI DURMITI ANCORA...

E' passato un bel po' di tempo dall'ultimo post sulla musica popolare siciliana...ed ora ritorno con un altro brano davvero molto bello e molto romantico.

...E vui durmiti ancora!


E' il titolo di una poesia siciliana del 1910 di Giovanni Formisano e poi musicata da Gaetano Emanuel Calì.  

La prima incisione del brano musicale (detto mattutina, che così si distingue dalla serenata notturna) è del 1927.
Nel 1910 il Calì lesse i versi del suo concittadino, mentre era di ritorno da un viaggio di lavoro a
Malta. La bellezza del testo lo colpì al punto che nella sola durata del viaggio - una notte - ne compose spinto dall'ispirazione lo spartito per musicarlo. Ma questo rimase solo un progetto personale fino al 1927 quando venne incisa a Firenze, presso lo studio fonico Mignani, dove l'Autore incise buona parte dei suoi lavori.
Originariamente venne composta per pianoforte, ma lo spartito fu adattato per mandolino dallo stesso Calì.
Si dice che il brano non ebbe molto successo alla sua prima presentazione, ma una sera, molto tempo dopo la sua prima esecuzione, al Teatro Sangiorgi di Catania, il soprano Tecla Scarano chiese al musicista (che in quel tempo era il direttore artistico dello stesso teatro) di poter cantare un pezzo di sua composizione.
Calì non era molto convinto nel presentare il brano - dati gli insuccessi precedenti - ma l'esecuzione della Scarano fu tale che il pubblico entusiasta si innamorò subito della canzone. Così si dice sia nato il mito di questa canzone.
Un altro fatto legato al brano ricorda come sul fronte della
Carnia, durante la Prima guerra mondiale, in un momento di pausa un giovane soldato siciliano prese la sua chitarra e, al chiar di luna, intonò la canzone. Il silenzio che aleggiava dava voce solo alle note della mattutina. Al termine dell'esecuzione si sentirono improvvisamente le urla di apprezzamento degli austriaci, avversari sul campo, ma compagni emotivamente: non arrivavano a capirne il senso, ma rimasero incantati dalla bellezza della musica. Come a dire che la musica supera le barriere, anche in guerra.
La versione che vi propongo, di Claudio Aiello è per sola voce e chitarra molto romantica...
Se non riesci a visualizzare il video clicca qui
...ma su You Tube potete trovare anche una versione del tenore Salvo Todaro.

Per chi non parla il siciliano ecco
testo originale e la traduzione...

Lu suli è già spuntatu ni lu mari                    Il sole è già spuntato dal mare
e vui bidduzza mia durmiti ancora,                    e voi bella mia dormite ancora
l'aceddi sunnu stanchi di cantari                    gli uccelli sono stanchi di cantare
e affriddateddi aspettanu ccà fora,                    e infreddoliti aspettano qui fuori
supra 'ssu balcuneddu su' pusati                    sopra quel balconcino sono posati
e aspettanu quann'è cca v'affacciati                    e aspettano quand'è che vi affacciate

Lassati stari, non durmiti chiùi,                    Lasciate stare, non dormite più,
ccà 'mmenzu a iddi dintra a 'sta vanedda              che in mezzo a loro dentro questa viuzza
ci sugnu puru iù ch'aspettu a vui                    ci sono anch'io che aspetto voi
pri vidiri 'ssa facci accussi bedda                    per vedere questo viso così bello
passu ccà fora tutti li nuttati                    passo qui fuori tutte le nottate
e aspettu puru quannu v'affacciati                    e aspetto solo quando vi affacciate.

La parte che segue è stata aggiunta successivamente

Li ciuri senza vui nun ponnu stari                    I fiori senza voi non possono stare
su tutti cu' li testi a pinnuluni,                    sono tutti con le teste a penzoloni
ognunu d'iddi nun voli sbucciari                    ognuno di loro non vuole sbocciare
si prima non si grapi 'ssu balcuni,                    se prima non si apre quel balcone
dintra li buttuneddi su' ammucciati                    dentro i boccioli sono nascosti
e aspettanu quann'è ca v'affacciati                    e aspettano quand'è che vi affacciate

Questa canzone viene ancora oggi usata per le serenate d'amore che per un periodo avevano perso importanza ma che ultimamente i giovani hanno ripreso a rivalutare.
Il mio "fidanzato" la vigilia del nostro matrimonio si presentò sotto il mio balcone con tutti gli amici e i parenti e mi dedicò questa canzone tra l'emozione dei presenti con la sua inseparabile fisarmonica e un mazzo...di GIRASOLI!!!

Se ti è piaciuto...condividilo con i tuoi amici!
👇Clicca qui sotto!

venerdì 28 febbraio 2014

SICILIA ANTICA

Torno a parlarvi di canto popolare siciliano...
Tante canzoni siciliane parlano proprio della Sicilia, terra di sole e di mare...Per i siciliani l'attaccamento alla terra è qualcosa che scorre nelle vene, che non si può staccare dalla pelle e dal cuore.
Anche dopo anni di lontananza il siciliano sente il profumo della sua terra e la nostalgia del sole e del mare che ha lasciato.
Tutte le canzoni dedicate alla terra di Sicilia sembrano canzoni d'amore di un innamorato che parla all'amata lasciata nella terra lontana. Amore e nostalgia si mescolano alla gioia e all'orgoglio di essere nati in una terra nata tra "mari e ciuri" (tra mare e fiori).
Stavolta vorrei condividere con voi un'altra favolosa canzone...
..."Sicilia Antica"!
E' una canzone recente (del 1973) scritta e cantata da Marcella Bella.
La potete trovare nell'album MI...TI...AMO...
La versione che segue è di Adela...
Se non riesci a visualizzare il video clicca qui
Ecco il testo originale e la traduzione...

SICILIA ANTICA
Fra mari e ciuri nascisti tu                                      Fra mare e fiori sei nata tu
terra d'amuri nun mori cchiù.                              terra d'amore non muori più.
Campi di granu bruciati do suli,                   Campi di granu bruciati dal sole
unni lassai 'u primo amuri.                            dove ho lasciato il primo amore.

Sicilia antica di lu me cori                                       Sicilia antica del mio cuore
quantu ricchizzi c'ha teni tu!                                quante ricchezze che hai tu!

Facci n'duriti, occhi m'pietusi,                       Faccie indurite, occhi impietosi
ma nni lu cori c'è tantu caluri,                            ma nel cuore c'è tanto calore,
E' la me genti ch'a canta pi' nenti               E' la mia gente che canta per nulla
e la fatica li fa cuntenti.                                             e la fatica li rende felici.

Sicilia antica di lu me cori                                    Sicilia antica del mio cuore
quantu ricchizzi c'ha teni tu!                                quante ricchezze che hai tu!

Fra mari e suli nascivi iu,                                    Fra mare e sole sono nata io
figghia di terra chi nun torna cchiu'...       figlia di terra che non torna più...
milli stratuzzi mi tornanu 'n menti         mille vicoletti mi tornano alla mente
unni lassavi i ricordi cchiu' beddi.             dove ho lasciato i ricordi più belli.

Sicilia antica di lu me cori                                       Sicilia antica del mio cuore
quantu ricchizzi c'ha teni tu!                                quante ricchezze che hai tu!

Sicilia antica terra di sali                                          Sicilia antica terra di sale
comu l'amuri nun torni cchiù...                           come l'amore non torni più...

...Grazie Sicilia...Bella Sicilia...
Se ti è piaciuto...condividilo con i tuoi amici!
👇Clicca qui sotto!

venerdì 24 gennaio 2014

MUSICA POPOLARE SICILIANA (NUN LU SAPITI)

Sarà il profumo di questa terra, sarà il calore della mia gente...ma la musica popolare siciliana mi accende il cuore e mi commuove sempre...
La mia bella Sicilia è considerata da sempre la culla del canto popolare italiano: gli stornelli, le dolci ninne nanne, le romantiche serenate, gli allegri e chiassosi giochi dei bambini, i canti e le satire, le leggende sacre e profane.
Da noi ogni avvenimento della vita, dalla nascita alla morte, è stato cantato dal popolo...in maniera intensa, gioiosa...a volte drammatica.
Un posto speciale hanno le ninne nanne natalizie per Gesù Bambino, perfetta fusione tra le ninne nanne vere e proprie ed i canti religiosi popolari.
Allegri e divertenti sono giunti fino a noi anche i balli. i girotondi, le tarantelle.
Anche gli strumenti musicali sono affascinanti: il marranzanu (o mariolu) ovvero il famoso "scacciapensieri", il friscalettu (flauto di canna), il tammurinu (uno strumento a percussione), la ciaramedda (cornamusa) e la fisarmonica.
Una bellissima canzone è sicuramente NUN LU SAPITI conosciuta anche come L'AMURI CA V'HAJU.
Canzone d'amore e di rabbia, di desiderio e di tormento,
di dolore e di speranza...
...una poesia d'amore romantica e struggente che diventa canto del cuore...
La versione originale è di Rosa Balistreri (la trovate facilmente su YouTube) ma anche la versione di Adela (una cantante calabrese) è davvero emozionante!
Se non riesci a visualizzare il video clicca qui
Per chi non parla il siciliano metto il testo e la traduzione.
L'AMURI CA V'HAJU                                                    L'AMORE CHE HO PER VOI
Nun lu sapiti l'amuri ca v'haju                                     Non sapete l'amore che ho per voi
nun lu sapiti quantu vi disiu                                           non lo sapete quanto vi desidero
nun lu sapiti comu chianciu e staju                        non lo sapete come piango e mi sento
quannu ca pi un mumento nun vi viju.                   quando per un momento non vi vedo.
Dintra di l'arma mia na vampa c'haju                        Dentro l'anima mia  ho una fiamma
e lu me cori è vostru e no lu miu                               e il mio cuore è vostro e non il mio
si moru 'nParadisu nun ci vaju                                      se muoio in paradiso non ci vado
picchì p'amari a vuji nun pensu a Diu.                 perché per amare voi non penso a Dio.
E vui sapennu st'amuri e sti' peni                   E voi sapendo questo amore e queste pene
mi lassati muriri comu un cani                                       mi lasciate morire come un cane
ma puru siddu ccè cu vi tratteni                                ma anche se oggi c'è chi vi trattiene
speru di cunvincirivi dumani.                                              spero di convincervi domani.
Cchiù nun m'amati e cchiù vi vogghiu beni          Più non mi amate e più vi voglio bene
cchiù tempu passa e mannu cristiani                            più tempo passa e mando persone
nun mi lassati, amuri, 'nta sti' peni                        non mi lasciate, amore, in queste pene
picchì siti ppi mia l'acqua e lu pani.                       perché siete per me l'acqua e il pane. 
...respiro d'amore...
...o semplicemente poesia...

Se ti è piaciuto...condividilo con i tuoi amici!
👇Clicca qui sotto!