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sabato 3 giugno 2017

SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

Nasce a Presburgo, Bratislava, nel 1207 da Andrea re d'Ungheria e Gertrude, una nobildonna di Merano. A quattro anni di età è già fidanzata promessa in sposa a Ludovico, figlio ed erede del sovrano di Turingia (all’epoca, questa regione tedesca è una signoria indipendente, il cui sovrano ha il titolo di Landgraf, langravio). Subito viene condotta nel regno del futuro marito, per vivere e crescere lì, ed essere educata come la futura regina di Turingia, tra la città di Marburgo e Wartburg il castello presso Eisenach.
Nel 1217 muore il langravio di Turingia, Ermanno I e gli succede il figlio Ludovico, che nel 1221 sposa solennemente la quattordicenne Elisabetta. Ora i sovrani sono loro due. Lei viene chiamata “Elisabetta di Turingia”. Nel 1222 nasce il loro primo figlio, Ermanno. Seguono due bambine: nel 1224 Sofia e nel 1227 Gertrude. Ma quest’ultima viene al mondo già orfana di padre.
Ludovico di Turingia infatti, si è adoperato per organizzare la sesta crociata in Terrasanta, perché papa Onorio III gli ha promesso di liberarlo dalle intromissioni dell’arcivescovo di Magonza. Parte al comando dell’imperatore Federico II. Ma non vedrà la Palestina: muore per una malattia contagiosa ad Otranto.
Vedova a vent’anni con tre figli, Elisabetta riceve indietro la dote, e c’è chi fa progetti per lei: può risposarsi, a quell’età, oppure entrare in un monastero come altre regine, per viverci da regina, o anche da penitente in preghiera, a lei la scelta. Questo le suggerisce il confessore. Ma lei dà retta alle correnti francescane che si diffondono in Turingia, che le suggeriscono da che parte si può trovare la “perfetta letizia”. E per i poveri offre il denaro della sua dote con il quale si costruirà un ospedale. Ma soprattutto ai poveri offre l’intera sua vita. Questo per lei è realizzarsi: facendosi povera e mendicante come loro. Visita gli ammalati due volte al giorno, e poi raccoglie aiuti chiedendo l'elemosina. E tutto questo rimanendo nella sua condizione di vedova e di laica. La sua scelta di povertà scatenò la rabbia dei cognati che arrivarono a privarla dei figli. 
Dopo la sua morte, il confessore rivelerà che, ancora vivente il marito, lei si dedicava ai malati, anche a quelli ripugnanti:” Nutrì alcuni, ad altri procurò un letto, altri portò sulle proprie spalle, prodigandosi sempre, senza mettersi tuttavia in contrasto con suo marito“. Collocava la sua dedizione in una cornice di normalità, che includeva anche piccoli gesti “esteriori”, ispirati non a semplice benevolenza, ma a rispetto vero per gli “inferiori”: come il farsi dare del tu dalle donne di servizio. Ed era poi attenta a non eccedere con le penitenze personali, che potessero indebolirla e renderla meno pronta all’aiuto. Vive da povera e da povera si ammala, rinunciando pure al ritorno in Ungheria, come vorrebbero i suoi genitori, re e regina.
Muore a Marburgo, in Germania il 17 novembre 1231 a soli 24 anni, subito “gridata santa” da molte voci, che inducono papa Gregorio IX a ordinare l’inchiesta sui prodigi che le si attribuiscono. Un lavoro reso difficile da complicazioni anche tragiche: muore assassinato il confessore di lei; l’arcivescovo di Magonza cerca di sabotare le indagini. Ma Roma le fa riprendere. E si arriva alla canonizzazione nel 1235 sempre a opera di papa Gregorio. I suoi resti, trafugati da Marburgo durante i conflitti al tempo della Riforma protestante, sono ora custoditi in parte a Vienna. E’ compatrona dell’Ordine Francescano Secolare assieme a S. Ludovico.

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giovedì 26 maggio 2016

SAN GIOVANNI BOSCO: Breve biografia


Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 a Colle dei Becchi, una località presso Castelnuovo d'Asti, (ora chiamata Castelnuovo Don Bosco) da una famiglia povera.
All'età di 9 anni, in un sogno vide quale doveva essere la sua missione e si preparò, fra stenti ed ostacoli, lavorando e studiando per poterla realizzare.
Studiò a Chieri, a pochi chilometri da Torino e ogni giorno, mattina e sera si recava nella Chiesa di Santa Maria della Scala (il duomo). Pregando e riflettendo davanti all’altare della Cappella della Madonna delle Grazie egli decise il suo avvenire. A 19 anni voleva farsi religioso francescano ma il parroco di Castelnuovo, don Dassano, avvertì Mamma Margherita per cercare di allontanarlo da questa idea. Mamma Margherita si mise addosso uno scialle nero, scese a Chieri e parlò a Giovanni: “Il parroco è venuto a dirmi che vuoi entrare in convento. Sentimi bene. Io voglio che tu ci pensi e con calma. Quando avrai deciso, segui la tua strada senza guardare in faccia nessuno. La cosa più importante è che tu faccia la volontà del Signore. Il parroco vorrebbe che io ti facessi cambiare idea, perché in avvenire potrei avere bisogno di te. Ma io ti dico. In queste cose tua madre non c’entra. Dio è prima di tutto”.
Giovanni Bosco quelle parole non le avrebbe dimenticate mai. Dopo molta preghiera, ed essersi consultato con amici e con il suo confessore Don Giuseppe Cafasso, entrò in seminario per gli studi della teologia. Fu poi ordinato sacerdote a Torino nella chiesa dell’Immacolata Concezione il 5 giugno del 1841. Don Bosco prese con fermezza tre propositi: Occupare rigorosamente il tempo. Patire, fare, umiliarsi in tutto e sempre quando si tratta di salvare le anime. La carità e la dolcezza di San Francesco di Sales mi guideranno in ogni cosa.
Arrivato a Torino, fu subito colpito nel vedere centinaia di ragazzi e giovani allo sbando, senza guida e lavoro e volle consacrare la sua vita per la loro salvezza.
L’8 dicembre 1841, nella chiesa di San Francesco d'Assisi, ebbe l’incontro con il primo dei moltissimi ragazzi che l’avrebbero conosciuto e seguito: Bartolomeo Garelli. Comincia così l’opera dell’Oratorio, itinerante al principio, poi dalla Pasqua 1846, nella sua sede stabile a Valdocco, Casa Madre di tutte le opere salesiane.
I ragazzi divennero centinaia: studiavano e imparavano il mestiere nei laboratori che Don Bosco aveva costruito per loro.
Nella sua opera educativa fu aiutato da sua madre che lo sostenne e fece da mamma a tanti suoi ragazzi che avevano perso i propri genitori. Nel 1859 arrivarono i primi collaboratori ad unirsi a lui nella Congregazione Salesiana: rapidamente si moltiplicheranno ovunque oratori, scuole professionali, collegi, centri vocazionali, parrocchie, missioni.
 Nel 1872 fonda l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) che lavoreranno in svariate opere per la gioventù femminile. Confondatrice e prima superiora fu Maria Domenica Mazzarello (1837-1881) che verrà proclamata santa il 21 giugno 1951, da Pio XII.
Ma Don Bosco seppe chiamare anche numerosi laici a condividere con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice la stessa sua ansia educativa. Fin dal 1869 aveva dato inizio alla Pia Unione dei Cooperatori che fanno parte a pieno titolo della Famiglia Salesiana e ne vivono lo spirito prodigandosi nel servizio ecclesiale. A 72 anni, sfinito dal lavoro, secondo quanto aveva detto: “Ho promesso a Dio che fin l’ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani”. Don Bosco muore a Torino-Valdocco, all’alba del 31 gennaio 1888. Fu beatificato il 2 giugno 1929 e dichiarato santo da Pio XI il l aprile 1934, domenica di Pasqua.


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venerdì 6 novembre 2015

SANTA CHIARA D'ASSISI: Breve biografia

Chiara nasce nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci ad Assisi.
Ha appena compiuto dodici anni, quando Francesco d'Assisi compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dall'esempio di Francesco, sette anni dopo,  la giovane Chiara fugge da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Sa Francesco le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S.Paolo, a Bastia Umbra, dove i parenti tentano invano di persuaderla a ritornare a casa. Si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fonda l'Ordine femminile delle «povere Dame» (chiamate in seguito Clarisse) di cui è nominata badessa e dove Francesco detta una prima Regola. Chiara scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX, come aveva già fatto san Francesco prima di lei, il «privilegio della povertà». Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti della sua cella, nella quale era costretta dalla malattia, il presepe e i riti delle funzioni solenni che si svolgevano a Santa Maria degli Angeli, è stata scelta da Pio XII come protettrice della televisione. Erede dello spirito francescano, si preoccupa di diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il SS. Sacramento che salva il convento dai Saraceni nel 1243. Un gruppo di saraceni, infatti, stava per prendere il convento e si arresta improvvisamente quando Chiara pone di fronte ai loro occhi l'Ostensorio con il Santissimo Sacramento.

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mercoledì 3 dicembre 2014

SANTA TERESA DI LISIEUX: Breve biografia

Teresa Martin nasce ad Alençon in Francia il 2 gennaio 1873 da Louis Martin e Zélie Guérin. È battezzata due giorni più tardi nella Chiesa di Notre-Dame, con i nomi di Maria Francesca Teresa. Dopo la morte della madre, avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia nella città di Lisieux. Nel giorno di Pentecoste del 1883 guarisce da una grave malattia, per intercessione di nostra Signora delle Vittorie.
Viene educata dalle Benedettine di Lisieux, l'8 maggio 1884 riceve la Prima Comunione e il 14 giugno dello stesso anno, il sacramento della Cresima.
Le sorelle Paolina e Maria  entrano nel Carmelo di Lisieux, e lei vorrebbe seguirle nella vita contemplativa ma il padre glielo impedisce perché ha solo 14 anni.
Durante un pellegrinaggio in Italia, dopo aver visitato la Santa Casa di Loreto e Roma, nell'udienza concessa dal Papa ai fedeli della diocesi di Lisieux, il 20 novembre 1887, con filiale audacia chiede a Leone XIII di poter entrare nel Carmelo all'età di 15 anni.
Il 9 aprile del 1888 entra nel Carmelo di Lisieux, il 10 gennaio dell'anno seguente riceve l'abito dell'Ordine delle Carmelitane ed emette la sua professione religiosa l'8 settembre del 1890, festa della Natività della Vergine Maria.
Nel Carmelo inizia il cammino della perfezione sulle orme di Santa Teresa di Gesù, adempiendo i diversi uffici comunitari che le affidano.
Santa Teresina ci ha lasciato i suoi manoscritti autobiografici (Storia di un'anima) pieni di ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza, ma anche il ritratto della sua anima e le sue esperienze più intime.
Le vengono affidate le Novizie che accompagna lungo un cammino di santità che verrà denominato "piccola via dell'infanzia spirituale" e riceve come dono speciale di accompagnare con il sacrificio e la preghiera due « fratelli missionari».
Il 3 aprile del 1896, durante la notte fra il giovedì ed il venerdì santo, ha una prima manifestazione della malattia (tubercolosi) che la condurrà alla morte e che Lei accoglie come la misteriosa visita dello Sposo divino.
Nello stesso tempo entra nella prova della fede che durerà fino alla sua morte e della quale offrirà una sconvolgente testimonianza nei suoi scritti.
L'8 luglio 1897 viene trasferita in infermeria. Le sue sorelle ed altre religiose raccolgono le sue parole, mentre i dolori e le prove, sopportati con pazienza, si intensificano fino a culminare con la morte, nel pomeriggio del 30 settembre del 1897. «Io non muoio, entro nella vita», aveva scritto al suo fratello spirituale il missionario don Bellier. Le sue ultime parole « Dio mio, io ti amo » sono il sigillo della sua esistenza, che all'età di 24 anni si spegne sulla terra per entrare nella luce di Dio e per spargere una pioggia di rose sul mondo.
Fu canonizzata da Pio IX il 17 maggio 1925 e proclamata Patrona delle Missioni insieme a San Francesco Saverio il 14 dicembre 1927.
Il 19 ottobre 1997 nella Domenica in cui si celebra la Giornata Mondiale delle Missioni Santa Teresa viene proclamata Dottore della Chiesa.

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sabato 5 aprile 2014

SAN FRANCESCO D'ASSISI: Breve biografia

Giovanni Francesco Bernardone, nasce ad Assisi nel 1181, figlio di un ricco mercante di stoffe, istruito in latino, in francese e in lingua provenzale, ambisce alla gloria della vita militare.
Da giovane conduce una vita spensierata e mondana e appena diciottenne parte per la guerra ma cade prigioniero a Perugia. Rientrato ad Assisi, dopo un anno di prigionia, si ammala ed ha un profondo cambiamento interiore.
Tre incontri cambiano totalmente la sua vita: l'incontro con il lebbroso, l'incontro con il crocifisso di san Damiano e l'incontro con il Vangelo che diventerà la sua Regola di Vita.
Il padre, adirato per il comportamento del figlio, per le sue frivolezze e per le cospicue offerte che elargiva ai poveri, lo disereda.
Francesco si spoglia di tutto davanti al vescovo di Assisi e per due anni, vive da eremita, ricostruendo chiese diroccate...poi alcuni compagni si uniscono a lui: nascono i "Frati Minori".
Nel 1210 l'ordine viene riconosciuto da papa Innocenzo III e nel 1212 Francesco insieme a Chiara d'Assisi, fonda il secondo ordine o Clarisse.
Nel 1219 si reca in Egitto, poi in Terra Santa dove rimane fino al 1220.
Al suo ritorno fonda e segue il terzo ordine dei Terziari Francescani.
Nel 1224, sul monte della Verna, arso d'amore per il crocifisso, riceve le stimmate della passione.
Dopo 2 anni, il 3 ottobre del 1226, il Poverello d'Assisi, affida il suo corpo a sorella morte corporale.
San Francesco, che è patrono d'Italia, viene canonizzato nel 1228 da papa Gregorio IX.

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