venerdì 29 gennaio 2016

BIBBIA 8: GENESI, CAPITOLO 2 (COMMENTO)

Dio contempla l'uomo, il suo capolavoro, e lo reputa cosa "molto buona"...e riposa...
Il settimo giorno è il giorno di sabato, un tempo benedetto e consacrato a Dio...è l'eternità di Dio!
Quando la domenica ci fermiamo e dedichiamo a Dio il nostro tempo, ci stacchiamo dalle cose della terra e pregustiamo l'eternità.
L'uomo, creato il sesto giorno, è imperfetto (il numero 6 nella Bibbia è simbolo di imperfezione!) ma entrando nel settimo giorno partecipa alla perfezione di Dio (il numero 7 nella Bibbia è simbolo di perfezione!).
Si conclude così il primo racconto della creazione attribuito alla tradizione sacerdotale del VI secolo a.C. che racconta una terra armoniosa e meravigliosa, e inizia il secondo, più antico del primo, attribuito alla tradizione Jahvista del X secolo a.C. al tempo di Salomone.
Il nulla da cui parte Dio per creare è il deserto privo di acqua, di vegetazione, di vita...L'uomo viene creato per primo per collaborare al lavoro della creazione. Dio lo crea come un vasaio dalla terra rossastra del deserto e alita su di lui per farlo vivere. L'uomo è dunque "dalla terra" e "da Dio".
Il mondo è un giardino lussureggiante nel quale nascono quattro fiumi destinati ad irrigare il mondo intero: il Tigri e l'Eufrate, noti fiumi della Mesopotamia e altri due, Pison e Ghicon, sconosciuti, forse l'Indo e il Nilo.
L'uomo viene collocato in questo mondo come lavoratore e custode ma non può assolutamente toccare un albero al centro del giardino: l'albero della conoscenza del bene e del male perché solo Dio può stabilire cosa è bene e cosa è male!
Adamo da un nome a tutte le creature della terra, per ordinarle, per dare un senso al caos.
Adamo però si sente solo, perché nessun animale è in grado di relazionarsi con lui...e Dio gli dona la Donna traendola dalla sua stessa costola.
Adamo allora innalza il primo canto d'amore per la sua donna: "Osso delle mie ossa! Carne della mia carne!". Tra i due si stabilisce un legame così profondo da essere "una sola carne"...
Quindi si conclude il racconto con l'immagine di Adamo ed Eva nudi e privi di vergogna perché sono sereni e in armonia con il creato e le creature...la loro purezza non li fa vergognare...ognuno è sereno nel mostrarsi all'altro così com'è...

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